-
►
2011
(49)
- December (3)
- November (4)
- October (2)
- September (5)
- August (4)
- July (4)
- June (7)
- May (3)
- April (2)
- March (7)
- February (3)
- January (5)
-
►
2010
(181)
- December (11)
- November (12)
- October (30)
- September (6)
- August (8)
- July (12)
- June (17)
- May (19)
- April (17)
- March (12)
- February (22)
- January (15)
-
►
2009
(206)
- December (10)
- November (23)
- October (15)
- September (23)
- August (16)
- July (7)
- June (11)
- May (17)
- April (32)
- March (20)
- February (13)
- January (19)
-
►
2008
(348)
- December (25)
- November (14)
- October (30)
- September (23)
- August (15)
- July (24)
- June (37)
- May (36)
- April (49)
- March (71)
- February (14)
- January (10)
-
►
2007
(119)
- December (11)
- November (7)
- October (11)
- September (11)
- August (7)
- July (17)
- June (9)
- May (18)
- April (4)
- March (9)
- February (1)
- January (14)
-
►
2006
(85)
- December (3)
- November (11)
- September (16)
- August (5)
- July (5)
- June (15)
- May (8)
- April (8)
- March (11)
- February (1)
- January (2)
- Adunata (9)
- birdwatching (6)
- cavalli (138)
- Cit. (122)
- film e TF (39)
- foto (81)
- gatti (32)
- Gilles Villeneuve (3)
- hw/sw (73)
- ikea (7)
- Inglese italianato (4)
- Italiacan translations (16)
- Italiacano (17)
- Lavoro (24)
- libri (59)
- Lorey (148)
- lupi (2)
- Med (100)
- Minimalismo (19)
- musica (27)
- Nipotelle (5)
- politica (25)
- sport (66)
- Trad (183)
- varie (150)
- viaggi (35)
- Zen (87)
Agenzie a caccia di CV
Caro Project Manager di agenzia mai sentita prima, cosa ti fa pensare che ti invierò il mio CV completo di tariffe per una UE Competition cui state per partecipare nelle mie specializzazioni e combinazioni linguistiche, se non abbiamo mai lavorato insieme prima e nemmeno ti degni di interpellarmi per nome e cognome? Veramente credi che non sappia che ti serve solo per dimostrare di avere in database gente qualificata per la Competition, e che poi assegnerai comunque il lavoro ai tuoi traduttori di fiducia?
Podismo notturno virtuale
Stanotte ho sognato che correvo. Veloce. Senza musica. Nel sogno a un certo punto mi son detta, non è possibile, è un sogno, io non sono così veloce. E poi che faccio, corro senza musica? Che bello però, sto correndo veloce, senza musica, pensando ai fatti miei. Ma quanto è lunga ‘sta strada? Quasi che mi fermo… Che strano però, veramente, non sono così veloce. A quanto starò andando? Mi sa che è un sogno. Cacchio, è un sogno. Cacchio che peccato, sto correndo daddìo ed è solo un sogno!!!
Mi sono svegliata con i polpacci doloranti e duri come il cemento.
Caro Ministro, non ci ha convinto
di Anna Soru*
Vedi le elaborazioni Acta nel .pdf (clicca qui)
“Caro Ministro,
durante l’incontro organizzato giovedì dal Corriere della Sera, ci ha spiegato che il motivo per cui si è deciso di aumentare i contributi é quello di assicurarci una pensione più elevata. Perché solo a noi? Perché questa preoccupazione non riguarda tutti gli altri autonomi che versano molto di meno ovvero il 14-16% se professionisti il 21% se commercianti?
O anche i dipendenti, che versano meno, se utilizziamo la stessa base di riferimento: sia esso il costo del lavoro (25,6% contro il nostro 27%), l’imponibile Irpef (36,3% contro 37,4%) o il reddito netto (46,6% contro 50,9%), come si evince dalla tavola successiva, che confronta lo schema dei costi per un lavoratore dipendente e un professionista autonomo iscritto alla gestione separata, smentendo la vulgata secondo cui l’aumento al 33% parificherebbe la nostra contribuzione a quella dei dipendenti.
No, la spiegazione non ci convince. La verità é che la nostra contribuzione serve a sanare i deficit di altre gestioni che sono state molto generose con molti degli attuali pensionati, i cui diritti acquisiti hanno ormai tutto l’aspetto di veri e propri privilegi e che come tali andrebbero affrontati. Ma ci opponiamo al 33% soprattutto perché è del tutto sproporzionato e non possiamo pagarli. Un 33% per la sola pensione é insostenibile, una follia appunto.
Non a caso in nessun paese la contribuzione pensionistica supera il 23% e quasi sempre resta sotto il 20%. Se facciamo riferimento alla Svezia e alla Polonia, i due paesi che hanno un sistema pensionistico analogo al nostro (contributivo a ripartizione), la contribuzione pensionistica totale é pari rispettivamente a 18,5% e 19,5%, di cui una quota (rispettivamente 2 e 7%) verso fondi di investimento (il secondo pilastro appunto).
Ma il 33% non e’ giustificabile neppure in termini attuariali. Se verso il 33% dei mio fatturato per la pensione, con 2 anni di contributi dovrei coprire un anno di pensione (il mio reddito al lordo delle imposte attuale è il 66%, una pensione al lordo delle imposte pari ad esso garantirebbe lo stesso reddito netto, perché dalla pensione non vengono detratti i contributi).
Con 40 anni di versamenti dovrei quindi coprire 20 anni di pensione, molti di più della speranza di vita residua al momento del pensionamento. Se il sistema assicurasse anche solo il mantenimento del potere d’acquisto (senza alcun rendimento del capitale in termini reali), si dovrebbe percepire una pensione superiore al reddito lavorativo medio. Così non sarà perché appunto i nostri soldi servono a pagare le attuali pensioni retributive e i nuovi servizi a cui noi non accederemo (ASPI).
Caro Ministro, io La ringrazio ancora per averci incontrato e Le chiedo di ascoltare davvero le nostre ragioni, prima che sia approvata una misura iniqua, che rischia di distruggere oggi il futuro (anche pensionistico) di tanti lavoratori che hanno accettato la sfida della flessibilità, in particolare di tutti coloro che non potranno fuggire dalla gestione separata o dal nostro Paese.”
*presidente Acta, Associazione Consulenti Terziario Avanzato
da qui: http://nuvola.corriere.it/2012/05/12/lettere-alla-nuvola-caro-ministro-non-ci-ha-convinto/
(andate a leggere i commenti sulla Nuvola)
La Gestione Separata INPS e l’iniquità intergenerazionale
La Gestione Separata INPS e l’iniquità intergenerazionale
a cura di Silvestro De Falco
EXECUTIVE SUMMARY
“Un sistema a contributi definiti è equo perché l’importo della pensione è una funzione dei contributi previdenziali versati, che sono a loro volta proporzionali ai redditi conseguiti, nel corso della vita lavorativa.
La Gestione Separata INPS è un sistema a contributi definiti e genera rendimenti bassi, non allineati ai rendimenti che si potrebbero ottenere con investimenti comparabili per rischio e scadenza, sia in fase di contribuzione da parte degli iscritti sia in fase di erogazione agli iscritti stessi.
L’iniquità della Gestione Separata è accentuata dalle elevate quote del proprio reddito che gli iscritti devono versare, privando questi ultimi della possibilità di accedere ad alternative più vantaggiose in termini di rendimenti e di agevolazioni fiscali.
A peggiorare ulteriormente le cose, la L. 214/2011 ha stabilito requisiti ancora più onerosi, poiché non si spiega perché si deve rinviare l’età pensionabile a 66 anni e si deve raggiungere un montante minimo tale che la sua conversione in rendita debba essere pari a 1,5 volte l’assegno sociale.
Infatti, in un sistema a contributi definiti non c’è redistribuzione e quello versato è reddito differito dell’iscritto che, in teoria, potrebbe essere restituito sotto forma di rendita vitalizia a qualsiasi età, alla luce dell’aspettativa di vita del beneficiario.
Nel lungo periodo, i rendimenti bassi, la mancanza di quelle agevolazioni fiscali che rendono piani di pensione gestiti dai privati più interessanti e l’inflazione fanno sì che la Gestione Separata INPS sia uno strumento per trasferire sulle generazioni future i costi di un sistema, quello attuale, in cui continuano ad esistere pensioni di importo spropositato rispetto ai contributi versati.”
Osservate più spesso le stelle
Quando avrete un peso nell’animo,
guardate le stelle o l’azzurro del cielo.
Quando vi sentirete tristi,
quando vi offenderanno,
quando qualcosa non vi riuscirà,
quando la tempesta si scatenerà nel vostro animo,
uscite all’aria aperta e intrattenetevi da soli col cielo.
Allora la vostra anima troverà la quiete.~ Pavel Florenskij
Otto Maggio
Sarò sentimentale, ma a dire il vero non c'è stato anno, dal 1982 in poi, in cui l'8 Maggio io non abbia pensato: "Oggi è morto Gilles."
Ciao Gilles,
sei una di quelle persone che ti si scolpiscono nel cuore e non si cancellano più, nemmeno dopo trent’anni.
Gilles l’avevo visto da vicino, ma in un modo un po’ particolare. Nel Settembre 1981 avevo 14 anni, Abbate aveva organizzato il GP Rothmans coi suoi motoscafi e io ero in prima fila, sulla spiaggetta del torrente Garovo, a Cernobbio, praticamente sotto le mura di Villa d’Este: e Gilles mi ha sorvolata in elicottero facendo una virata stretta proprio sopra la spiaggia, per andare ad atterrare sul pratino del campetto pratica di golf. Come raccontano qui, insomma. L’ho visto benissimo in viso, attraverso il finestrino dell’Agusta azzurro :) C’avevo provato, a varcare i cancelli dell’hotel, ma era stato praticamente impossibile. E dire che lì davanti ho visto passare in auto tanti piloti negli anni, le giornate prima di Monza: ricordo Niki Lauda, una volta a momenti m’investe Rosberg (gliene ho urlate dietro di ogni), una volta è uscito dai cancelli Prost, pensando volessi un autografo (che delusione, porello) e un’altra volta ero riuscita a entrare di straforo e chiedere l’autografo a Colin Chapman… (non so più dov’è, argh!!) ma con il pilota che m’interessava di più no, non ce l’avevo fatta. Però i numeri che ha fatto in acqua con quel motoscafo quel giorno lì li ho visti bene, ti dava veramente i brividabadibidi :)
Il giorno che è morto ero in cucina, stavo studiando, mio fratello era davanti alla TV che seguiva le prove. Lui tifava Williams, e bisticciavamo sempre, durante le gare. Quando mi ha urlato “Gilles ha avuto un incidente, è morto!” non gli ho creduto, gli ho gridato di non prendermi in giro. Poi ricordo solo che sono rimasta inebetita davanti alla TV per non so quanto tempo, dopo. Era il mio eroe, e la Formula Uno non è più stata la stessa, dopo di lui.
P.S. Sì, quegli adesivi lì non saranno autografati (mannaggia) ma sono comunque originali del 1981. Non li mollo nemmeno se me li chiedono da Abu Dhabi.
